Descrizione della serie di dipinti “Coleotteri” di Mikhail Medvedev
Mikhail Medvedev è un nuovo artista della nostra galleria, autore di opere ricche di dettagli interessanti e idee coinvolgenti. Spesso la visione delle opere d’arte richiede commenti di accompagnamento. Per aiutare a comprenderle, Mikhail ha preparato una descrizione artistica della serie di dipinti "Coleotteri".
Un’anziana nonna amava parlare moltissimo. Si sedeva su una panchina e rifletteva ad alta voce su ciò che era bene e ciò che era male. Ragionava così dalla mattina fino all’ora di pranzo e poi, dopo pranzo, fino a sera. Sedeva da sola sulla panchina, perché le altre nonne non volevano parlare con lei.
Una mattina di sole, la nonna uscì in cortile e vide che non c’era nessuno con cui conversare. All’improvviso, una cavalletta le balzò accanto e cominciò a frinire sfregando le zampe. La nonna ne fu felice e iniziò a esporre i suoi ragionamenti con tanto entusiasmo da dimenticarsi del pranzo. La cavalletta continuava a frinire e frinire, mentre la nonna parlava e parlava. Sembrava che non dovesse finire mai. Ma a un certo punto la cavalletta voltò la testa verso di lei e disse: "Ognuno è artefice della propria felicità, se possiede una propria fucina. Sono tuo nipote Leshik Kumor, uno scrittore polacco. Su, nonna, va’ ad accendere la stufa e prepara delle torte. Sono stanco di frinire con te tutto il giorno". Da allora Leshik Kumor parlò con la nonna soltanto attraverso citazioni, mentre lei lo chiamava affettuosamente "La mia cavalletta" e gli preparava delle torte. Le amiche della nonna tornarono, perché lei aveva smesso di ragionare ad alta voce su ciò che fosse bene e ciò che fosse male ed era diventata semplicemente affettuosa e premurosa.
La piccola idrometra era molto benevola: scivolava sull'acqua, godeva i raggi del sole, schivava abilmente pesci e uccelli, e per questo la soprannominarono Yurka. Un giorno allo stagno arrivarono in volo le strolaghe, tutte sontuose e piumose. L'idrometra strinse amicizia con loro e cominciò a far loro visita molto spesso. Le offrivano coleotteri, e l'idrometra portava loro pezzi di pane. Venne l'autunno e allo stagno arrivarono i cacciatori, per catturare le strolaghe e farne cuffiette da signora, che quell'inverno dovevano vendersi al mercato per una bella somma.
L'idrometra, visto il nemico, cominciò a creare vibrazioni sull'acqua. Le strolaghe capirono che qualcosa non andava e, senza pensarci due volte, si levarono in alto. Uno degli uccelli portò con sé il piccolo aiutante. Da allora l'idrometra viaggia ovunque con le strolaghe. Le altre idrometre la chiamano Yurka Gagarin. E le strolaghe stesse starnazzano e dicono che è un semplice ragazzo sovietico.
La mosca Jules era una moscerina molto bella: aveva il polline dei fiori sui peluzzi e un fazzolettino bianco ereditato dalla nonna con le lettere JV ricamate; guardava di lato e volava.
Un giorno Jules volò a una festa di mosche, presso la stalla, vicino ad Abramtsevo, vide la panchina di Vrubel, vide la chiesa e infine si posò su un ramo. Il suo ragazzo le volò incontro, si mise a strofinare le zampette e a raccontare qualcosa; balbettava e chiamava Jules Ju-Jules. Dopo un lungo racconto le chiese: Jules, mi sei fedele? Jules rispose: Jules Verne! Da allora sto seduto presso il camino ad Abramtsevo, sfoglio un album con i quadri di Vrubel e leggo un libro di Jules Verne, e capisco che Jules era fedele...
In primavera, alcuni ragazzi del villaggio di Marshal diedero fuoco all’erba in un campo. Si alzò il vento e le fiamme si diressero verso il villaggio. Sembrava che nessuno potesse domare quell’incendio. Ma Gennady arrivò in volo,
si gettò tra le fiamme e il fuoco si spense. Nessuno vide mai più Gennady. E il villaggio fu ribattezzato.
Ora si chiama Marshal Gennady Zhukov.





