L’esposizione dell’artista Ilya Drozdov «Tutto è qui!» riunisce opere appartenenti a diverse serie. Il motivo conduttore della mostra è il Paradiso: il mondo ideale, reale e irreale, del Bene, inconcepibile senza il mondo del Male. L’artista ci invita a dare spazio all’immaginazione e a pensare che siamo già tutti QUI, ciascuno nel proprio mondo ideale.
Era proprio il Paradiso ciò che cercavano i primi studiosi della pittura. Più tardi Jan van Huysum, Jan van Dael, Jan van Os e Jan van Brussel tentarono di raccontarlo, raffigurando il lungo e arduo cammino di una formichina che torna al formicaio attraverso i petali di una peonia e il viaggio di un bombo lungo lo stelo di un tulipano. Costruivano così una composizione ideale di frutti e fiori, luce e ombra, simile a una scenografia in un immenso teatro, e descrivevano una sontuosa azione teatrale sapientemente composta. Allo spettatore spetta il compito di osservare con attenzione la formica su una foglia e riconoscervi la Creazione di Adamo.
Ma ciascuno ha il proprio Paradiso. Per questo Ilya Drozdov ha scelto come epigrafe della sua mostra di dipinti una citazione di Bulat Okudzhava: «Ognuno sente come respira; come respira, così scrive, senza cercare di compiacere...»
Ilya Drozdov
Artista, membro dell’Unione creativa degli artisti della Russia. Nato a Mosca. Ha vissuto e lavorato per alcuni anni a Gerusalemme. Per oltre 15 anni ha lavorato come artista e designer per prestigiose riviste. Ha partecipato a numerose mostre in Russia.
I dipinti di Ilya Drozdov si distinguono per la composizione impeccabilmente costruita, la leggerezza e la cura della pittura e per un colore portato alla massima intensità, quasi «esasperato». Le sue opere fanno parte di collezioni private in Russia, Israele e Canada.
«Che si tratti di un paesaggio o di una natura morta, di una scena di genere o di un ritratto - nell’opera devono risuonare la musica, il fruscio delle foglie e il soffio del vento. Senza questo non esiste creazione».
Manifesto dell’artista
«Cinque secoli di esperienza, dai pionieri ai contemporanei, offrono al nostro pensiero uno spazio sconfinato; i titani se ne sono andati, ma hanno lasciato la porta aperta: entra, prendi, servitene. Ma prendi con cura, talento e attenzione, perché a che serve tutto questo se lo si fa senza attenzione e senza talento!
Copiamo e continuiamo a copiare, ma dopo scale esitanti e ricerche di colore e suono arriva il momento di suonare così forte da farsi sentire da tutti, di gridare a squarciagola.
Eccomi!
Creare una composizione che faccia trasalire gli olandesi davanti alla mia audacia, partire dalla loro esperienza, abbandonare i bouquet sontuosi e fare in modo che ogni petalo misuri un metro per un metro e gridi: «Eccomi!»
Ci sono riuscito? Difficilmente! Tutto scompare. Serve un altro tentativo per raggiungere la luce e l’ombra. Per questo occorre un’altra tela.
«...Guardate come crescono i fiori nei campi – non lavorano e non filano, ma vi dico che neppure Salomone, in tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro».
Ecco la mia ricerca e la mia scelta!»









