Date: 18 novembre 2022 - 01 febbraio 2023

Vernissage: 18 novembre 2022, 17.00-20.30 - apertura della mostra e vernissage nei saloni dell’hotel «Hostellerie La Farandole». Presentazione della mostra, musica, aperitivo. 

Se desiderate partecipare all’apertura della mostra, scriveteci o chiamateci ai numeri +7 925 113 4017, +33 7 83 43 06 90

Ingresso libero.

Luogo: hotel «Hostellerie La Farandole» www.hostellerielafarandole.com

Francia, Provenza, 140 Chemin de la Plage, 83110, Sanary-sur-Mer

Tutte le opere possono essere acquistate.

LEGGI IN FRANCESE

CATALOGO DELLA MOSTRA

La galleria KVARTIRA S e l’Hostellerie La Farandole presentano il progetto artistico "Radicate e Celesti" / "Terrene e Celesti".

Con questo progetto  inauguriamo un ciclo di mostre internazionali nello spazio artistico dell’Hostellerie La Farandole.

La mostra "Terrene e Celesti" - una riflessione sul "Corpo e l’Anima" di due artiste visive francesi. Pittura, grafica, sculture e installazioni raccontano al tempo stesso lo spirituale e il materiale, la staticità e il dinamismo, la profondità e la leggerezza.

Le sculture aeree di Valérie Leydet, lontane dalle figure realistiche, danno forma a un mondo immaginario, misterioso, fragile e poetico. Nella creazione delle sue installazioni, Valérie ricorre all’upcycling — la trasformazione creativa dei rifiuti in opere d’arte.

L’artista Patricia Seraydarian, in passato attrice e danzatrice, sublima con sensibilità nella sua pittura il corpo in movimento e l’impronta che lascia nello spazio. 

Sulle artiste: 

Valeri LEIDE

Artista visiva, vive nel sud della Francia. Esplora e utilizza nelle sue opere materiali di recupero creativo - vecchi tessuti, rete metallica, cartone, carta e filati di ogni tipo, che integra nel proprio linguaggio artistico in modo astratto e delicato.

Il filo continuo nelle opere di Valeri, metafora dell’esistenza umana, dà origine a texture e forma e trasforma il piano in volume.

L’artista trae ispirazione dalle opere dell’Art Brut e dall’arte aborigena.

"Ciò che mi interessa è proprio la vibrazione delle trasformazioni, la magia della metamorfosi poetica. Nelle mie sculture amo intuire e creare segni, tracce, impronte di ricordi che simboleggiano le tappe e i momenti del nostro percorso di vita. È come un gioco con gli "interruttori della memoria". Per evocare le associazioni desiderate, trasformo i tessuti, annodo e intreccio i fili e creo sculture da appendere e installazioni figurative "volanti"".

Patricia SERAIDARYAN

Artista, scultrice.

«La mia carriera è iniziata con la danza classica al Teatro dell’Opera di Marsiglia. In seguito mi sono dedicata all’insegnamento. La mia sensibilità e la padronanza del corpo mi hanno gradualmente condotta alla pittura, in particolare al disegno di nudo. Ho frequentato un corso di studi di sei anni presso Les Beaux-Arts de Marseille e, parallelamente, ho studiato e sviluppato il mio percorso artistico seguendo le lezioni dell’illustratore Gabor Schitty. Ho inoltre frequentato l’atelier di Claude Brice, ceramista di Ferdinand Léger, e studiato modellazione e ceramica.

A mio avviso, le emozioni e la loro espressione artistica non conoscono confini. Non ho preferenze stilistiche: mi piace scegliere la direzione da seguire in base al tema dell’opera, al momento, al mio mondo interiore e al mio stato d’animo».